Un appello accorato, un grido di dolore
21 AGO 20

La vicenda Carfagna non va sottovalutata, perchè (al di la delle risse odei torti-ragioni del ministro, che né difendo né incolpo) essarappresenta la cifra di come la politica anche nel PDL abbia raggiunto unlivello che dire fastidioso è eufemistico. Lo stralcio dell'intervista alCorriere di La Russa poi, invece di acquietarmi, mi irrita ancor di più.Emerge il senso di un partito (anzi di una dis-organizzazione politica) che,perlomeno in Campania, è allo sbando e si muove proprio come queicamorristi che Maroni fa arrestare: manovre, promesse, spiate, ingiurie,tradimenti, alleanze, menzogne, patti sotterranei, baci, abbracci, corna emezze verità. E sullo sfondo la mondezza di Napoli che riflette cinicamentecome uno "specchio delle loro brame" questa brutta situazione. Lo so che lapolitica è fatta solo per chi ha il cuore peloso e che le mammolette èbene che stiano a casa. Ma per me, che pur osservo dal di fuori, avendotuttavia i piedi in ammollo in questa Italia sgangherata, affermo che non èpossibile per il centro destra ergersi a classe dirigente modernizzatrice diquesto Paese e far marcire situazioni che se non affrontate, come quellaCampana, portano a morte certa. Hanno colpe Verdini, Cosentino, lo stesso La Russa e le almeno altre decine di vicerè o principi che lì, ma non solo,imperano? A questo punto non mi interessa. O si ha il coraggio e la forza dispazzarli via, tutti, o si rimane con un pugno di mosche in mano. Sonoindignato. Il mio è un appello ai cittadini normali, sostenitori del centrodestra e di Berlusconi, di avere uno slancio, uno scatto, di emettere ungrido di dolore: bisogna cambiare strada. Anche per guardare al futuro conancora un pizzico di speranza. Altrimenti, per intanto, il mio piccolissimovoto, che conta nulla, solo uno su 30 milioni, davvero se lo scordano.